La costruzione, il restauro e la riparazione di strumenti musicali, è un’arte che va al di là di ogni immaginazione.

Le nuove tecnologie che avanzano offrono grandi potenzialità: dalle fresatrici ai torni a controllo numerico, dalle stampanti 3D alle macchine WaterJet. Ci sono campi di applicazione tutti da scoprire e come sempre, non è lo strumento che risolve il problema o fa fare il salto di qualità ma è il come lo si utilizza.

Anzi, il più delle volte, è la commistione tra il sapere artigiano e l’utilizzo di queste nuove tecnologie ad apportare le maggiori innovazioni.

È giusto sperimentare, fare prove, ma replicare quello che già esiste è spesso la chiave di volta per capire a fondo come queste tecnologie funzionano; è il primo passo per comprenderle a fondo, per poi sfruttarle appieno.

Per esempio, ricostruire con una stampante 3D una parte di uno strumento musicale tale e quale all’originale, ha poco senso. L’originale funzionerà molto meglio, in quanto è il frutto di un processo di ottimizzazione e ricerca che dura da secoli. Potrebbe però acquisire un significato interessante nel momento in cui la si utilizza per delle personalizzazioni, non eseguibili in altro modo, magari per delle esigenze di natura ergonomica del musicista.

In questo link potete vedere un intero processo ben fatto di ottimizzazione di stampa 3D riguardante bocchini per tromba.

Molto sinteticamente, il bocchino nella tromba, e in generale in tutti gli strumenti a fiato, è quella parte dello strumento che permette la trasformazione della vibrazione delle labbra o di un’ancia in suono. Ci sono centinaia di tipologie di bocchini che differiscono per geometria interna ed esterna, volumi e materiali. Variazioni di queste caratteristiche portano a rese sonore differenti, che vanno a rispondere alle esigenze del musicista. Qui mi fermo perché altrimenti aprirei un capitolo che potrebbe non chiudersi mai.

 Tornando al link precedente, l’esperimento è iniziato con un file trovato in rete in quella fonte inesauribile che è thingiverse, per poi proseguire con copie di bocchini storici e non. La stampa è andata migliorando nel tempo grazie al grande numero di test fatto, soprattutto in termini dimensionali.

C’è da dire che tutte le prove sono state effettuate con una stampante 3D a filamento, sono quindi da tenere in considerazione i limiti che questa tecnologia ha. In genere le stampanti 3D che si riescono ad acquistare ad un buon prezzo hanno una tolleranza di 0.4 mm. Questo vuol dire che se stampo quello che da disegno è un cubo di 10 mm per lato, nella realtà potrà risultare 10 mm +- 0,4mm, ovvero la sua dimensione finale sarà in un range compreso tra i 9.6 mm ed i 10.4 mm.

Ora, se pensiamo che con le labbra ed in generale la bocca riusciamo a percepire un capello, il cui spessore è in media 0.08 mm, avere una tolleranza di 0.4 mm è un valore decisamente importante, che nell’esperimento si è compensato con delle variazioni geometriche da disegno, arrivando così a delle dimensioni soddisfacenti. (N.B.: solitamente questi pezzi vengono prodotti mediante tornitura CNC, che ha una tolleranza di 0.05 mm)

Nonostante gli ottimi risultati dimensionali che si possono ottenere, la gamma sonora, in termini sia qualitativi che dinamici, i bocchini prodotti con questa tecnologia non possono essere paragonabili agli standard qualitativi richiesti nella professione di musicista, soprattutto in ambito classico. Questo per le motivazioni dette nell’introduzione: tali componenti dello strumento sono da secoli costruite in ottone, con geometrie ottimizzate nel corso del tempo, secondo gli standard qualitativi richiesti in termini sonori. È molto difficile quindi che le medesime geometrie costruite con due materiali differenti, portino agli stessi risultati in termini prestazionali.

L’utilità di questo esperimento è lo studio maniacale delle dimensioni e come arrivare ad ottenerle. Una volta consolidate queste tecniche, si può aprire un nuovo capitolo di ricerca e sperimentazione, ovvero utilizzare la stampa 3D per sviluppare oggetti che con le tecnologie tradizionali sarebbe molto difficile, o troppo costoso produrre.

Sperimentazioni e sviluppi di una tecnologia che è ancora tutta da scoprire in questo campo.